È figlio del docente universitario di storia del cinema, dirigente del Centro sperimentale di cinematografia e critico cinematografico Mario Verdone, il quale lo avvicina al mondo del cinema sin da bambino, e di Rossana Schiavina, deceduta nel 1984. Il padre era nato ad Alessandria ma crebbe a Siena (nella fattispecie presso la Contrada della Selva), figlio di Oreste, un chimico originario di Pozzuoli (Napoli), e di Assunta Casini, senese[1]. Carlo stesso ha scritto che il suo secondo nome, Gregorio, gli è stato messo perché fosse di buon auspicio essendo lui nato di venerdì 17; mettendoglielo si voleva “evitare” al piccolo un’esistenza “sfortunata”. A Roma si usa infatti dire “Un gran Gregorio” che sta a significare “Una grossa fortuna”. Fare l’attore ed il regista non era certo il suo pensiero almeno fino ai suoi 18 anni: «Ero in villeggiatura nel 1968. Avevo i capelli, mi innamoravo spesso, ascoltavo Jimi Hendrix, avevo una Vespa 50 truccata e mi sentivo felice, leggero. Andavo sempre al cinema all’aperto, fumavo di nascosto e per questo prendevo qualche sberla da mio padre. Ero un ragazzo normale e diventare attore era l’ultima cosa che avrei fatto».
Dopo essersi diplomato al Liceo classico ginnasio “Torquato Tasso” di Roma (dove fu però bocciato alla quinta ginnasio[4]), si laurea con 110 e lode in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con una tesi intitolata Letteratura e cinema muto italiano. Per visionare le pellicole oggetto della tesi si reca, in compagnia del padre, a Grado, dove ha modo di assistere alle proiezioni in presenza della diva del cinema muto Francesca Bertini. Relatrice della tesi è la professoressa Evelina Tarroni[5]. Verdone si diletta sin da giovanissimo nella ripresa amatoriale di cortometraggi. Compra la sua prima cinepresa da Isabella Rossellini: un’ottima Bolex Paillard. Poesia solare (1969), Allegoria di primavera (1971) ed Elegia notturna (1973) sono le sue prime prove di regia, di ispirazione underground, girati in formato Super 8 millimetri. Questi tre film, lontanissimi da quella che poi sarà tutta la sua produzione filmica nota al pubblico, sono stati persi dalla Rai TV alla quale Verdone stesso aveva prestato le bobine, per realizzare uno speciale televisivo su di lui negli anni ’90. Prima della laurea, Carlo Verdone si diploma anche in regia al Centro sperimentale di cinematografia di Roma. Nel 2017 gli viene conferito il Dottorato Honoris Causa in Beni Culturali e Territorio dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Buongiorno, vi chiedo la cortesia di mettermi in contatto con Carlo Verdone, o quantomeno riferirgli quanto segue: Carissimo Carlo,
mi chiamo Dino Ceglie
– https://it.m.wikipedia.org/wiki/Dino_Ceglie – sono un musicista e
con un amico stiamo organizzando un progetto, e magari potrebbe interessarti: Si tratta di un musical dedicato a Woodstock, dal titolo “THE SPIRIT OF WOODSTOCK”, ormai pronto per andare in scena. Lo staff è già al completo: abbiamo un regista, attori e musicisti straordinari, e tra gli ospiti speciali figura Leon Hendrix, fratello del grande Jimi Hendrix, che ha già collaborato in alcuni spettacoli live.
A condurre e narrare lo spettacolo ci sarà Gianni De Bernardinis, e vorremmo tanto che tu ne facessi parte.
La narrazione intreccia storie di ribellione, amore e cambiamento, accompagnate dai brani che hanno segnato un’epoca e con un impatto visivo che riporta direttamente al ’69.
Quello che ci manca è una produzione che creda in questo spettacolo e voglia portarlo sui palcoscenici.
Ti andrebbe di darci una mano in questa avventura?
Ti abbraccio con tanta stima. Dino Ceglie tel. 338-4831041
E-mail: info@nikto.it