NON SONO UN ALBERICO, IO SONO L’ALBERICO

Durante l’ultima apparizione televisiva, nel salotto di Live non è la D’Urso di domenica 26 aprile, sono stato giudicato da molti diverso, cambiato.
Mi chiedono se è stato il terribile virus o se il mio è un personaggio studiato a tavolino per l’occasione, sempre sopra le righe. Io sono sempre stato così. Non ho creato un personaggio, io sono un personaggio, io non sono un Alberico. Io sono Alberico.
L’immagine mostrata dal 2016 ad oggi, quella del dr. Lemme trash, buffone, ciarlatano, per niente credibile, montato ad arte o ritenuto Quel cafone che va dalla D’Urso. Questa è l’immagine che voluto e costruito e vi spiego il perché.

La mia prima apparizione in tv risale al 2005, una puntata di “Porta a Porta” con il mitico Bruno Vespa. Sino al 2015 ho varcato quella prestigiosa porta per altre sette volte. Poi è stato tutto un susseguirsi di inviti e partecipazioni a trasmissioni di Rai, Mediaset, La7 e un numero imprecisato di tv locali.Con rispetto parlando, nessuno mi cagava, nonostante le mie scoperte e le tante verità scientifiche in campo dietologico fossero conclamate, autentiche, reali e parlassero di un dimagrimento sano, senza nessuna privazione, con risultati strabilianti da guinness dei primati, come 90 kg persi in 9 mesi, mangiando a sazietà, usando per condire olio a volontà, anche per friggere, eccetera eccetera eccetera!

Tutto questo non destava nessun interesse o curiosità per gli addetti ai lavori (medici dietologi, nutrizionisti), men che meno da parte del popolo dei ‘ciccioni’. Mi invitavano in tv perchè facevo audience. Perchè partecipavo, e partecipo, senza chiedere alcun compenso per essere non essere privato della mia libertà di pensiero, cosa che ancora continuo a fare.

Allora mi sono chiesto: come faccio a trasmettere e far capire all’opinione pubblica che le mie conoscenze scientifiche e le mie scoperte in campo alimentare sono una vera svolta per la dietologia medica e possono risolvere il problema dell’obesità in Italia e nel mondo?
La mia risposta è stata: mi occorre popolarità anche a discapito della credibilità. Un’idea questa solo apparentemente irrazionale, come tante altre, criticata da tutti tranne da Barbara D’Urso. Il mio scopo era quello di fare in modo che lo spettatore pensasse di me quello che io volevo e che avevo già deciso.

Da Porta a Porta a Vita in Diretta, da Pomeriggio 5 a Non è la D’Urso, il Genio non ne manca una.
Ho messo così in campo l’aspetto dell’essere umano che nessuno oserebbe mostrare in pubblico, la parte di un personaggio considerata più stronza, quella del maleducato, irriverente, presuntuoso, l’uomo del so tutto io e cosi via dicendo.
L’immagine mostrata davanti alle telecamere è frutto di una scelta strategica di comunicazione, consapevole e precisa. Una sorta di esperimento sociale a livello di promozione e divulgazione messo a punto dal sottoscritto, non certo da un’agenzia del settore. L’esperimento può dirsi perfettamente riuscito su tutta la linea.
Questo mi ha dato molta visibilità. Allo stesso tempo, però, mi ha tolto credibilità. Quindi oggi sono un professionista molto conosciuto e popolare ma antipatico e per nulla affidabile.

Il secondo step nella pianificazione del mio modo di comunicare lo sto mettendo in atto e consiste nel farvi percepire un altro dr. Lemme, con tutta la sua professionalità in quanto depositario assoluto di verità scientifica. Inconfutabile.
Anche questa peculiarità, comunque, fa sempre parte dell’Alberico che c’è in me. Un Alberico verace, autentico senza finzioni. Un personaggio mostra sempre sé stesso nella maniera più sincera, leale e schietta. Senza finzioni.
Io dico sempre la verità e quello che penso, senza censure, né timori di offendere qualcuno rischiando anche di non essere politicamente corretto. Ve ne sarete accorti.

Il Ristolemme di Desio prima della chiusura per la note restrizioni sanitarie.
Vi dimostrerò con i fatti che cambierà il pensiero dell’opinione pubblica nei miei confronti. Vi starete chiedendo perché anticipo tutto questo. Perché mi piace e mi diverte giocare a carte scoperte. Anche questo fa parte dell’esperimento socio culturale sulle dinamiche mentali della massa e del singolo! Scrivo questo anche per rispondere a tutti quelli che mi hanno sempre voluto dare consigli sulla strategia di comunicazione, consigli che io, ovviamente, non ho seguito. Mi dicevano stai attento: una volta che il pubblico ti ha inquadrato e giudicato come un ciarlatano, non cambierà più opinione. Ma io che amo sperimentare ed esplorare la mente umana, ho voluto mettermi in gioco e da ora in poi potrò verificare le mie previsioni. Vediamo se riesco a cambiare l’opinione pubblica e il giudizio che tutti voi avete su di me. Infatti di giudizio si tratta non di realtà.

Quando affermo di essere un Genio sto affermando una realtà. Sto dicendo ciò che penso con i fatti, non un giudizio autoriferito. Quando ho preso coscienza del fatto che il mio cervello avesse potenzialità ben al di sopra di quelle dei comuni mortali, il mio problema divenne quello di come diramare una simile caratteristica eccezionale. Avevo di fronte due possibilità: definire tutti ottusi e limitati, oppure definirmi Genio. Ho scelto la seconda, così ho creato la distinzione. Ma anche così pare che non vi vada bene…
Tutte le persone che si sono fidate della mia “pazzia”, perdendo peso mangiando a sazietà, senza contare calorie, senza fare attività fisica, senza rinunciare ai grassi, alla fine, nonostante le resistenze iniziali e i preconcetti, sono state costrette a riconoscere la mia genialità. Io per loro rappresento non il guru di una setta, come qualcuno mi apostrofa, ma un insegnante. Insegno, infatti, come curarsi con il cibo, come prendersi cura di sé mangiando. Attivo così il risveglio delle loro coscienze. Alla fine del percorso educativo alimentare non resta in loro alcuna dipendenza, né psicologica né in termini di fidelizzazione nei miei confronti. Chi mi segue è in grado di andare per la sua strada senza più bisogno di chiedere nulla, né a me né ad altri. Tutto questo al giorno d’oggi è insolito. Io sono l’unico professionista al mondo che, in campo alimentare, mi ritrovo ad insegnare alle persone come curarsi con il cibo e lasciando loro la consapevolezza di rimanere liberi anche dal rendersi fedeli e stabili come clienti. Oggi qualsiasi attività commerciale utilizza particolari tecniche di marketing al fine di rendere legati a sé i consumatori. Io non lo faccio. Consumatori, ricordatevi, la verità è rivoluzionaria e vi rende liberi!

NON SONO UN ALBERICO, IO SONO L’ALBERICO

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